Visita alla scuola Seis, marzo 2008

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  • Scuola elementare Seis marzo 2008: Immagine
    Sono Herr Paolo e faccio siti Internet. A volte mi da proprio gusto, come oggi. Arrivo alla Seis per fare delle foto. SEIS sta per Scuola Elementare Italo Svizzera. La scuola ha sede in Basilea ed è intitolata a Sandro Pertini, uno dei migliori presidenti della Repubblica Italiana. E' un giorno del marzo 2008. Piove, come nella filastrocca: "Gennaio: freddo cane > Febbraio: marzapane > Marzo: pioggerellino..."
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    Nonostante la pioggia e il cielo coperto, le finestre della Seis sprizzano allegria anche all'esterno.
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    Si vede che è una scuola vissuta e personalizzata.
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    Ecco l'entrata della Seis. Porta robusta ma trasparente. Chi ha detto che la sicurezza debba accompagnarsi alla cupezza?
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    Appena entrati, il corridoio su cui si affacciano le aule. Il posto dove appendere i cappotti e posare gli zaini. Qui, alle pareti, sono messi in mostra gli eventi più importanti che avvengono nella scuola.
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    In fondo al corridoio c'è la porta dell'asilo KTH, cioè Kindertraumhüüsli ovvero più o meno la casetta dei sogni dei bambini. Anche qui legno e vetro, trasparenza e calore.
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    All'inizio del corridoio, appena entrati, un porta depliant con tutte le iniziative della scuola Seis, dell'asilo Kth e della Fondazione Fopras, l'organizzazione madre che gestisce la scuola, l'asilo, i corsi di lingua e cultura italiana e tante altre cose.
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    Ai lati del corridoio ci sono le aule della scuola elementare. L'ambiente è piccolo, caldo, personalizzato. Nella foto, mentre l'intera classe è andata alla lezione di nuoto, un alunno di un'altra classe si siede a un banco per finire dei compiti.
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    Mentre il suo padrone nuota in piscina, l'astuccio aperto aspetta sul banco.
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    Le aule sono personalizzate. Questa parete è dedicata al recente carnevale di Basilea, un evento di spessore europeo. La festa in città diventa un progetto di studio per gli alunni della Seis, con testi in inglese e confronto col carnevale di Venezia. Qui tutto funziona per progetti.
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    Maschere di carnevale, da colorare, per il proprio piacere e per il progetto.
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    Personalizzare l'aula vuol dire anche avere la pianola per suonare. Non la pianola privata individuale, che ognuno degli studenti deve caricarsi sulle spalle, da casa, in aggiunta ai libri. E' una pianola sempre privata ma comune, della scuola, di buona qualità, che tutti a turno possono usare.
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    Quando finiscono le lezioni, le aule sono spolverate e lavate. Le sedie sopra i banchi permettono di pulire con più facilità il pavimento e sono un'indicazione delle pulizie effettuate.
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    Una scuola, se è italiana, ha una buona mensa. Quella della Seis è una mensa d'eccellenza, che offre alle scuole svizzere limitrofe un servizio mensa molto apprezzato.
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    Oggi, per molte persone mangiare è solo mettere combustibile dentro il corpo, come la benzina nel serbatoio dell'automobile. Per una buona parte degli italiani è molto, molto di più. E' far felice il nostro corpo, è conoscere altri popoli, è fare famiglia, è onorare gli ospiti. Quali sono le architravi dell'identità italiana? Mangiare, cantare, gustare il bello, giocare al calcio? Se c'è un progetto su questo tema, mi iscrivo anch'io.
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    Anche la mensa viene personalizzata, alcune volte l'anno, dagli scolari coordinati da un insegnante. Il "dressing" mostrato nella foto è quello per la Pasqua.
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    Può esistere la Pasqua senza le colombe?
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    La ricreazione c'è dappertutto. Anche alla Seis di Basilea. Qui tre bambine si godono la merenda, appollaiate su un gioco in legno, mentre i loro compagni giocano a calcio nel cortile.
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    Il cortile non è enorme. Per far giocare a calcio tutti, i ragazzi hanno creato due campi immaginari posti a L, su cui possono cimentarsi ben quattro squadre. Un palo è il tronco dell'albero, l'altro palo è la rete di recinzione. Non è facile, per un bambino, giocare a calcio nella città di Basilea. Campi pochi, prezzi alti, bravi mister rari. Fino all'altro anno, grazie a un insegnante appassionato, la Seis aveva una sua squadra di calcio. Ora, nonostante la vittoria dell'Italia ai mondiali del 2006, la squadra non c'è più. AAA Cercasi giovane mister volontario e sponsor per le divise.
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    La Seis va avanti per progetti. Non fai a tempo a girarti che vai a sbattere su un progetto. La foto mostra un bidone dell'immondizia pieno di rifiuti umidi e organici. Ma quello che vedi non è un bidone qualsiasi. E' anche una tappa del progetto Kompost.
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    Progetto Kompost. Il cibo non mangiato viene mischiato con del truciolato. Poi viene pestato dagli alunni. Così si crea il famoso Kompost, che viene poi messo nei contenitori mostrati nella fotografia.
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    Progetto Kompost. Questo è il Kompost che sta nella cassa a sedimentare. Poi verrà riutilizzato nei campi e nei prati.
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    Progetto Kompost. Dopo un certo tempo il kompost, se è fatto bene, genera vita. Guardate con attenzione la foto e vedrete i germogli che spuntano. Riciclare si può fare!
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    Progetto Kompost. Esaltato dai germogli, che inneggiano alla vita, vorrei fotografare qualcuno dei prodi studenti che hanno portato il progetto al successo. Ma i visi dei bimbi non si possono fotografare. Allora prendo in prestito i loro due cappelli da "Kompostisti" e li immortalo lì, sopra il frutto delle loro fatiche.
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    Progetto Kompost. La cassa con gli attrezzi per lavorare il Kompost. Così gli alunni imparano a usare una pala, una vanga o un rastrello. Così, anche se vivranno nelle città e nelle fabbriche, sapranno apprezzare i racconti del nonno, che magari ha fatto il contadino. Il Cantone di Basilea-Città, se il Kompost è buono, premierà con dei regali l'impegno ecologico degli scolari.
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    Progetto Kompost. La paletta da contadino o da giardiniere. Questo progetto mi ha davvero emozionato. Dal profondo della memoria emergono le parole di una canzone di un grande poeta e cantante italiano, Fabrizio De André: "Dai diamanti non nasce niente. Dal letame nascono i fior"
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    Progetto Insetto Foglia. Gli scolari di una classe della Seis allevano in una teca di vetro un insetto che, per proteggersi, ha 'imparato' ad assumere forma e colore di una foglia.
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    Progetto Insetto Foglia. Uno scolaro prende delicatamente un insetto foglia dalla teca e me lo mostra da vicino.
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    Progetto Insetto Foglia. Non c'è che dire, l'insetto è proprio bravo a fare la foglia.
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    Progetto Insetto Foglia. L'insetto viene riportato nel suo ambiente e subito si confonde. Un camuffamento da Arsenio Lupin!
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    Progetto Insetto Foglia. La teca va tenuta sotto controllo. Far crescere gli insetti-foglia è un gioco ma anche un esperimento scientifico. Gli scolari curano gli insetti, verificando quotidianamente i livelli di temperatura, luce e umidità.
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    Progetto Insetto Foglia. La direttrice della Seis, Simona Cerletti, aiuta una scolara a inumidire la teca. Nella mattinata che ho passato alla Seis, la direttrice ha sostituito due professori arrivati in ritardo, ha preso da parte uno scolaro che stava passando il limite coi compagni e ha risposto a un imprecisato numero di telefonate. Oltre a presentarmi scolari, insegnanti e progetti.
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    Progetto Mangiacartacce. Costruire un bel cestino colorato, in cartapesta, dove gettare i rifiuti di carta.
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    Progetto Mangiacartacce.
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    Progetto Mangiacartacce. Il manuale di istruzioni per il progetto.
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    Progetto Mangiacartacce. Le spiegazioni passo passo.
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    Questa è la piccola aula degli insegnanti, ricavata da uno sgabuzzino. Siccome lo spazio nella scuola scarseggia, il locale ospita anche la bibioteca.
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    Una nuova teoria sperimentale sull'infanzia propone due leggi universali: i neonati sono di gomma e i bambini si fanno male. Ogni scuola, in Svizzera, ha il suo armadietto del pronto soccorso.
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    E l'armadietto è pieno.
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    Questa è la stanza della segreteria e della direttrice. Dove si fanno le cose burocratiche col computer e si può comunicare col mondo via telefono e Internet.
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    Si è fatto tardi e devo andare. Fuori dall'edificio piove e fa un po' freddo. Dentro la Seis l'ambiente è asciutto, familiare, protetto. In una parola: caldo, warm.
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